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Archivio del mese di giugno, 2009

La mia casa in mezzo ai vigneti

La mia casa in mezzo ai vigneti
Eh si.. quanto sarebbe bello?
Coltiverei i vigneti e farei del buon vino per gli amici…

Sapori di una volta…


I vigneti di Albugnano

I vigneti di Albugnano
Viene definito il balcone del Monferrato sia per la sua altitudine sia per lo stupendo panorama che offre, dal quale si possono ammirare verdi boschi e vigneti, innumerevoli paesi e villaggi non essendo la vista limitata che dalla catena montuose all’orizzonte, che spaziano dalle Alpi Marittime fino alle Alpi Cozie.


Tramonto nel deserto

Tramonto nel deserto
Il deserto è un luogo veramente magico, dal fascino misterioso e silente, che arriva nel profondo dell’anima.
Non riesco mai ad averne abbastanza… ogni tanto devo tornarci e perdermi tra le sue dune….

Questa foto è stata scattata dall’oasi artificiale del villaggio di Marsa Alam in Egitto. Il tramonto inondava di questa calda luce ogni sera la mia stanza, ero completamente rapito da quei momenti magici…


Yuk-Yuk

Yuk-yuk
Il deserto e il mare hanno un forte legame. Il dromedario è anche chiamato “la nave del deserto” per via del suo andamento basculante e perchè le dune in qualche modo ci ricordano le onde del mare…


Il piccolo Haana

Il piccolo HaanaPrendo un cammello per dirigermi all’oasi di Wadi Gamal,  guidato dalla tribù beduina locale,  tradizionalmente capace di sopravvivere in zone al limite dell’immaginabile.  Sono in cammino sulla sabbia del deserto e poi lungo una valle verde,  dove crescono piante e secchi arbusti.  Scendo dal cammello e riposo sulla sabbia ancora tiepida dopo una lunga giornata di sole.

All’ombra di un grande cespuglio, un gruppo di uomini della tribù Ababda mi mostra come preparano il caffè e nelle ceneri calde del fuoco mettono a cuocere il pane.
Dopo numerose tazze di caffè forte al cardamomo, mi incammino lungo la valle che si apre alle nostre spalle. Il piccolo Haana salta tra una roccia e l’altra con una sicurezza e un entusiasmo tutto particolare, orgoglioso di mostrarmi la sua terra.
Tutto intorno solo alte montagne nude.
Una lucertola blu brillante con la testa di colore giallo mi guarda da una roccia vicino.

Torno alla tenda che il sole sta già lasciando spazio ad una luna crescente chiara nel cielo del deserto;  al campo mi aspetta una cena ed un falò con canti e balli tradizionali sotto le stelle.

Attraverso il calore del fuoco mi sono sento parte di queste persone che vivono da tempo in questo remoto luogo asciutto.


La Grande Sala Ipostila

La Grande sala Ipostila
Karnak

Oltre il Pilone di ingresso si apre un grande portico scoperto voluto da Amenhotep III (XVIII Dinastia) e trasformato, da Sethy I e successivamente dal figlio Ramses II, nella “Grande Sala Ipostila”.
Questa sala è la più grande non solo dell’antico Egitto, ma del mondo intero, con i suoi 5500 m2 di superficie e le sue 134 colonne papiriformi; la sua navata centrale è costituita da due file parallele di sei colonne per lato, ciascuna alta 20 m e con una circonferenza massima di 10 m. L’illuminazione della sala era assicurata da finestre fornite da grate di grès traforato e disposte sopra la navata centrale tra i due livelli del soffitto.


Tempio di Luxor

Tempio di Luxor
Noto nella lingua egizia come ipet resyt, o “harem meridionale”, il tempio era dedicato alla triade tebana di Amon, Mut e Khonsu; durante il Nuovo Regno fu il centro della festa annuale di Opet, nella quale una statua di Amon era trasferita lungo il Nilo dal vicino Tempio di Karnak (ipet-isut) per un rito di fertilità.

Il tempio fu scoperto da Giovanni Battista Belzoni.