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Persone

La città vecchia di Perugia

La città vecchia di PerugiaQuello che più mi è piaciuto di questa splendida città è il suo intricato labirinto di vie nelle quali è difficile orientarsi. ogni angolo raccoglie storie di personaggi e persone comuni che nei secoli hanno scritto la storia di questa città. ancora oggi, girovagando tra questi vicoli, è possibile vedere figure che compaiono e scompaiono in un attimo, di sfuggita, quasi invisibili, ma che sono l’anima pulsante di questi luoghi.


Scene da un matrimonio

Scene da un matrimonio
La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d’amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io? E poi amando se stessi si dà molta importanza alla persona con cui si decide di vivere un’intimità. Vuol dire avere una grande considerazione di quella persona. Chi non si ama può darsi a chiunque. L’amore per sé è il ponte necessario per arrivare all’altro.
Fabio Volo


I pellegrini di Oropa

I pellegrini di Oropa
Arrivano con i pullman come immigranti in fuga dal loro paese, stipati e congestionati dall’età.
Scarpinano con affanno le scalinate e si aggrappano ai mancorrenti per sorreggersi.
Ricordano di come tutto era più facile anni addietro.
Giungono al santuario e donano un loro fioretto.

Solo i ristoranti e i negozietti votivi tutt’intorno rinvigoriscono e li rincuorano dopo tanta fatica.


La porta della Provenza

La porta della ProvenzaSisteron, la porta della Provenza, sulle rive del fiume Durance, a guardia dell’antica Cittadella.

E’ stata una giornata afosa… passeggiavo rincorrendo mia figlia, giocando assieme nei vicoli della vecchia Sisteron che ancora assonnata si godeva il primo pomeriggio.

I colori della lavanda erano già presenti nelle bancarelle, ma ero impaziente di spostarmi più a sud dove sapevo che avrei trovato i bellissimi campi tanto ostentati sui libri.

Solo quando siamo giunti all’uscita dell’ennesimo vicolo, di fronte a noi si apriva un panorama mozzafiato.
Solo qui ho acceso la fotocamera.
Solo qui ho scoperto Sisteron.


Il piccolo Haana

Il piccolo HaanaPrendo un cammello per dirigermi all’oasi di Wadi Gamal,  guidato dalla tribù beduina locale,  tradizionalmente capace di sopravvivere in zone al limite dell’immaginabile.  Sono in cammino sulla sabbia del deserto e poi lungo una valle verde,  dove crescono piante e secchi arbusti.  Scendo dal cammello e riposo sulla sabbia ancora tiepida dopo una lunga giornata di sole.

All’ombra di un grande cespuglio, un gruppo di uomini della tribù Ababda mi mostra come preparano il caffè e nelle ceneri calde del fuoco mettono a cuocere il pane.
Dopo numerose tazze di caffè forte al cardamomo, mi incammino lungo la valle che si apre alle nostre spalle. Il piccolo Haana salta tra una roccia e l’altra con una sicurezza e un entusiasmo tutto particolare, orgoglioso di mostrarmi la sua terra.
Tutto intorno solo alte montagne nude.
Una lucertola blu brillante con la testa di colore giallo mi guarda da una roccia vicino.

Torno alla tenda che il sole sta già lasciando spazio ad una luna crescente chiara nel cielo del deserto;  al campo mi aspetta una cena ed un falò con canti e balli tradizionali sotto le stelle.

Attraverso il calore del fuoco mi sono sento parte di queste persone che vivono da tempo in questo remoto luogo asciutto.