Twilight Zone

Quest’anno ho trovato brutto tempo in ferie. Non c’è stato giorno senza pioggia, vento e cielo nero.
A Lindau, presso il porto arrivo al fine del camminamento sopra le vecchie mura a difesa del paese e dinanzi al faro il cielo era ancora più nero, l’aria era fredda e non c’era anima viva. Sembrava di essere dentro l’occhio del ciclone, era tutto così surreale.
Sembrava di essere al confine del mondo. La Twilight Zone.
Ave Caesar, morituri te salutant

Ai tempi dell’antica Roma era consuetudine recarsi al Colosseo per assistere agli spettacoli dei gladiatori.
I gladiatori erano reclutati fra gli schiavi, i prigionieri di guerra o persone indigenti; spinti verso questa pericolosa attività, nutrivano la speranza di divenire ricchi e famosi. Le attività che anticiparono i combattimenti tra gladiatori, attraverso celebrazioni e riti di carattere religioso e sacrificale umano, prima che nell’antica Roma apparvero nelle civiltà etrusca, greca, egizia e mesopotamica. Furono comunque gli Etruschi ad esportare questa loro usanza nel sud dell’Italia, quindi le origini romane dei combattimenti tra gladiatori vanno fatti risalire alle tradizioni etrusche. Nelle città di Ercolano, Capua, Pompei e Nocera, in virtù del benessere economico dei loro cittadini, i combattimenti tra gladiatori trovarono terreno fertile per il loro sviluppo.
A Pompei sorse una delle più importanti scuole gladiatorie (ludi).
A Roma l’imperatore Claudio gradiva gli spettacoli sanguinari, così come Augusto, che offrì un combattimento che durò otto giorni e al quale parteciparono 10.000 gladiatori. Nel Colosseo i gladiatori combattevano contro fiere o contro altri gladiatori. Alla fine di tali combattimenti, vi erano dei servi addetti alla rimozione dei cadaveri dall’arena. Essi erano dotati di uno stiletto per dare il colpo di grazia ad eventuali gladiatori moribondi.
I corpi dei gladiatori morti, venivano portati in una sala situata sotto l’arena del Colosseo.
Era fiorente il commercio di sangue di gladiatore. Si credeva, infatti, che il sangue di gladiatore procurasse forza ed energia. Era ritenuto che il sangue possedesse proprietà curative e curasse in modo particolare l’impotenza. Era espressamente prescritto di berne, per fare in modo che le sue proprietà sortissero i loro effetti benefici in modo più diretto.
Annecy

L’idea di andare ad Annecy l’avevo in testa da tempo. La curiosità e la voglia di partire mi ha fatto organizzare in fretta e furia questo weekend in Alta Savoia. Un soggiorno piacevolissimo e una splendida cittadina.
In foto un suonare ambulante e tanti turisti al Palais de l’Isle.
La Bollente

Qui al centro di Acqui Terme sorge un’edicola marmorea realizzata nel 1879 dall’architetto Giovanni Cerutti dove l’acqua sgorga bollente e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 C° di un’acqua sulfureo-salso-bromo-iodica.
Una leggenda narra che i bambini appena nati fossero portati alla fonte per esservi immersi per un attimo: se ne uscivano vivi, meritavano l’appellativo di “sgaientò”, ossia scottati.
Il borgo medievale del Valentino

Basta immergersi nel verde del Parco del Valentino, nei suoi 500.000 mq, camminare sulle rive del Po, osservare i mille colori della collina e ad un tratto ci trova proiettati nel Medioevo.
Il Borgo Medioevale è stato ideato da un gruppo di artisti e intellettuali coordinati da Alfredo D’Andrade e costruito in occasione dell’Esposizione Generale Italiana nel 1884
La forma, la struttura, le finiture e le decorazioni del Borgo sono scrupolosamente ricostruite da edifici quattrocenteschi del Piemonte e della Valle d’Aosta.
All’interno si notano le ricostruzioni delle botteghe dei vari artigiani, la fontana del melograno ed il castello del signore simile al castello di Fenis.
La visita alla Rocca rievoca l’atmosfera dell’epoca ed inoltre ore il percorso comprende anche il “Giardino delle Delizie”.
La città vecchia di Perugia
Quello che più mi è piaciuto di questa splendida città è il suo intricato labirinto di vie nelle quali è difficile orientarsi. ogni angolo raccoglie storie di personaggi e persone comuni che nei secoli hanno scritto la storia di questa città. ancora oggi, girovagando tra questi vicoli, è possibile vedere figure che compaiono e scompaiono in un attimo, di sfuggita, quasi invisibili, ma che sono l’anima pulsante di questi luoghi.
Profumo di Lavanda

Giorni sul filo stesi panni colorati appesi all’ aria dei ricordi, da ieri a oggi e poi chissà
scampoli di tempo e vita di quel che è stato e mai più sarà
giorni di brina e sole, giorni rincorsi e persi
nella scatola dei bottoni, nell’ astuccio del cucito, nel cassetto del passato
con cura son riposti, fiori secchi
in profumo di lavanda.
Daniela Manzini Kuschnig
Altopiano di Valensole

eccomi qui, in mezzo a campi di colore viola che si perdono all’orizzonte…
un profumo dolce che ti entra nelle narici…
un cielo azzurro…
La porta della Provenza
Sisteron, la porta della Provenza, sulle rive del fiume Durance, a guardia dell’antica Cittadella.
E’ stata una giornata afosa… passeggiavo rincorrendo mia figlia, giocando assieme nei vicoli della vecchia Sisteron che ancora assonnata si godeva il primo pomeriggio.
I colori della lavanda erano già presenti nelle bancarelle, ma ero impaziente di spostarmi più a sud dove sapevo che avrei trovato i bellissimi campi tanto ostentati sui libri.
Solo quando siamo giunti all’uscita dell’ennesimo vicolo, di fronte a noi si apriva un panorama mozzafiato.
Solo qui ho acceso la fotocamera.
Solo qui ho scoperto Sisteron.
Tramonto nel deserto

Il deserto è un luogo veramente magico, dal fascino misterioso e silente, che arriva nel profondo dell’anima.
Non riesco mai ad averne abbastanza… ogni tanto devo tornarci e perdermi tra le sue dune….
Questa foto è stata scattata dall’oasi artificiale del villaggio di Marsa Alam in Egitto. Il tramonto inondava di questa calda luce ogni sera la mia stanza, ero completamente rapito da quei momenti magici…
Yuk-Yuk

Il deserto e il mare hanno un forte legame. Il dromedario è anche chiamato “la nave del deserto” per via del suo andamento basculante e perchè le dune in qualche modo ci ricordano le onde del mare…
Il piccolo Haana
Prendo un cammello per dirigermi all’oasi di Wadi Gamal, guidato dalla tribù beduina locale, tradizionalmente capace di sopravvivere in zone al limite dell’immaginabile. Sono in cammino sulla sabbia del deserto e poi lungo una valle verde, dove crescono piante e secchi arbusti. Scendo dal cammello e riposo sulla sabbia ancora tiepida dopo una lunga giornata di sole.
All’ombra di un grande cespuglio, un gruppo di uomini della tribù Ababda mi mostra come preparano il caffè e nelle ceneri calde del fuoco mettono a cuocere il pane.
Dopo numerose tazze di caffè forte al cardamomo, mi incammino lungo la valle che si apre alle nostre spalle. Il piccolo Haana salta tra una roccia e l’altra con una sicurezza e un entusiasmo tutto particolare, orgoglioso di mostrarmi la sua terra.
Tutto intorno solo alte montagne nude.
Una lucertola blu brillante con la testa di colore giallo mi guarda da una roccia vicino.
Torno alla tenda che il sole sta già lasciando spazio ad una luna crescente chiara nel cielo del deserto; al campo mi aspetta una cena ed un falò con canti e balli tradizionali sotto le stelle.
Attraverso il calore del fuoco mi sono sento parte di queste persone che vivono da tempo in questo remoto luogo asciutto.
La Grande Sala Ipostila

Karnak
Oltre il Pilone di ingresso si apre un grande portico scoperto voluto da Amenhotep III (XVIII Dinastia) e trasformato, da Sethy I e successivamente dal figlio Ramses II, nella “Grande Sala Ipostila”.
Questa sala è la più grande non solo dell’antico Egitto, ma del mondo intero, con i suoi 5500 m2 di superficie e le sue 134 colonne papiriformi; la sua navata centrale è costituita da due file parallele di sei colonne per lato, ciascuna alta 20 m e con una circonferenza massima di 10 m. L’illuminazione della sala era assicurata da finestre fornite da grate di grès traforato e disposte sopra la navata centrale tra i due livelli del soffitto.
Tempio di Luxor

Noto nella lingua egizia come ipet resyt, o “harem meridionale”, il tempio era dedicato alla triade tebana di Amon, Mut e Khonsu; durante il Nuovo Regno fu il centro della festa annuale di Opet, nella quale una statua di Amon era trasferita lungo il Nilo dal vicino Tempio di Karnak (ipet-isut) per un rito di fertilità.
Il tempio fu scoperto da Giovanni Battista Belzoni.
Principi d’Acaja

Quasi nel centro del Piemonte e in bellissima posizione sorge la città di Fossano posta sopra agevole poggio. Dolcemente essa guarda al levante un delizioso teatro di sparse e ben svariate collinette e una vasta pianura. La vista si spazia per un’ampia zona di terra fino alle più remote Alpi elvetiche avendosi, alla sinistra, le nevose balze del saluzzese con il Re di Pietra Monviso e, a destra, le ubertose pendici dell’Appennino.
Staffarda

Fatiscente e abbandonata, ma sempre meta dei pellegrini…
