Enrico Catella

photography

Colori del Marocco

Babouche
MARRAKECH

Marrakech è una delle più prestigiose ed emblematiche capitali dell’antico impero marocchino.
È la città delle mille e una notte, un luogo mitico e mistico, un punto d’incontro per esploratori che suscita sensazioni insolite e sorprendenti.
La storia di Marrakech inizia alla fine del secolo X.
“Temrakesh” per i berberi, “Merrakesh-el-Hamra” (che significa: Marrakech, il rosso), nel 1060 circa venne battezzata Marroukech (che significa ”vai di fretta”) dal guerriero sahariano Youssef Ben Tachfine, primo sovrano della dinastia almoravide.
Il nome derivava dalle carovane di predoni che spesso approfittavano di questa zona pianeggiante per saccheggiare i viaggiatori..
Dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco la città, più che per la ricchezza delle architetture della dinastia almoravide e almohade, cattura per gli echi del passato che si intrecciano armonicamente attraverso il dedalo di vie dei souk e che rendono attori noi stessi di quel teatro open air che si snoda sino alla piazza Djema-el-Fnaa, ora gigantesco bazar all’aperto ma, un tempo, luogo delle esecuzioni pubbliche.

Per le strade
Proseguendo per la città il punto di riferimento è sempre la Koutoubia, minareto gemello della Giralda di Siviglia, visibile da ogni angolo della città.

Djema-el-Fnaa
La città sembra fatta di una serie infinita di sipari mobili, attraverso i quali si procede come incantati dall’odore dello zafferano, del cumino e del tè alla menta, travolti dal rosso ruggine delle mura d’argilla che ti avvolgono e ti conducono secondo un loro piano…

Turisti
In antichità la Medina era l’unico quartiere della città. Col passare dei secoli Marrakech si convertí in una residenzia lussuosa, una città maestosa e brillante, tanto da essere chiamata La perla del Sud.

Ombre
Anziani, donne e bambini compaiono come figure di un presepe, coperti da fasci di grano, in sella ai loro asini, , intenti a lavare i panni in un fugace rigagnolo, avvolti negli jilbab che accendono di colore la monocromia della sabbia.

Contrasti
Le sue strade sono rosse. La sua polvere è rossa. Rossa è l’alba. Rosso il tardo pomeriggio.

Attendendo la preghiera
C’è aroma nei suk , e freschezza, e varietà di colori. L’odore, che è sempre piacevole, cambia poco a poco secondo la natura delle merci. Non esistono nomi né insegne, e neppure vetrine. Tutto ciò che si vende è in esposizione. Non si sa mai quanto costeranno gli oggetti, né essi hanno infilzati i cartellini dei prezzi, né i prezzi sono fissi.

Donne di Marrakech

LE CASCATE DI OUZUD
Situate a Km 150 a nord –est di Marrakech, questa stupefacente caduta d’acqua dall’altezza di m 110, e’ classificata tra le piu’ belle mete del Marocco e costituisce una delle attrazioni naturali piu’ notevoli dell’ Atlas Marocchino.
L’oued Ouzoud (“ouzoud” significa in lingua berbera “oliva”, in riferimento agli oliveti della regione) si precipita al fondo di un pozzo verdeggiante, per poi raggiungere il canyon dell’ oued el Abid, L’irrigazione permette numerose colture, in particolare quella di splendidi oliveti.

Le cascate di Ouzud

Il rosso della terra, costellato dai puntini degli alberi d’Argan, come in un quadro preimpressionista, e la polvere, sovrana e custode di questi luoghi di storia e leggenda…
La sabbia del Marocco sembra voler mescolare in sé i granelli di molteplici culture, paesaggi, lingue… antica ed imparziale spettatrice del passaggio di Cartaginesi, Romani, Fenici, Berberi, Tuareg, Arabi, Francesi…
Deserto

FES
La prima nonché regina tra delle capitali imperiali del Marocco, non finisce mai di stupire con le sue meraviglie. Una passeggiata nella città vecchia, dove spicca subito il netto contrasto tra ricchezza e povertà, regala forti emozioni che non si dimenticano. Ma il vero spettacolo della Medina è rappresentato dall’insieme dei souk che si annunciano dall’odore intenso delle pelli; il souk Attarine è dedicato alle spezie, poi c’è quello dove si possono acquistare, sempre mercanteggiando, le famose scarpe marocchine “babouches” fatte con pelle di cammello e con la punta all’insù. Si arriva poi al souk Nejjarine occupato dai falegnami. Le stradine sono impregnate dall’ intenso profumo del legno di cedro, quasi inebriante. Poco distante il souk dell’Hennè, dove si può trovare ogni tipo di prodotto di bellezza o medicinale: l’hennè a noi noto, corteccia di noce da usare come dentifricio, i bastoncini di kohl per truccare gli occhi. Non mancano, offerti ai turisti con una punta di malizia, il ginseng e la cantaride…
Vasche del colore

Tuttoggi la vecchia medina, chiamata Fès el-Bali (vecchia Fes) è una delle aree pedonali più estese del mondo, la città costruita nel medioevo è un enorme labirinto di stretti vicoli dove non ci sono macchine. Da allora sembra che il tempo non abbia cambiato le cose più di tanto, la città vive nel passato, quasi come se fosse un museo all’aria aperta. Per questi motivi Fès el-Bali è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Le mura della medina

CASABLANCA, MOSCHEA DI HASSAN II
La moschea di Hassan II si erge sull’Atlantico ed è il più grosso edificio religioso al mondo dopo la Mecca, mentre il minareto con i suoi 210 m di altezza è il più alto del mondo. La costruzione è stata ultimata nel 1993, dopo che per cinque anni 6000 artigiani marocchini vi avevano lavorato giorno e notte producendo meravigliosi lavori di intaglio, decorazioni zellij e rilievi in stucco. L’edificio è dotato inoltre di sistemi tecnologici avanzati, soffitto mobile, porte elettriche e pavimento riscaldato.
Persi nell'immensità

ESSAOURIA
I bianchi e i blu della città si esaltano e trovano corrispondenza nelle sfumature del cielo increspato dalle nuvole; bianco degli Haiks indossati dalle donne, una sorta di lungo telo bianco avvolto sul corpo, dalla testa ai piedi, a più strati, per proteggersi dal vento incessante e dal sole e blu delle porte, dei tetti, delle barche,….
Quest’ultima particolarità, rispetto al verde imperante delle tegole marocchine, sembra un lascito dell’antico passaggio dei Fenici sulle Isole della Porpora; così infatti vennero denominati gli isolotti antistanti Essaouira, dove si estraeva questo prezioso pigmento.
Blue Essaouria

Arrivederci Marocco, in chaa llah.